17 March, 2008

Il 28 marzo Sanmichele11 inaugura presso il suo spazio espositivo una mostra dedicata alle realizzazioni dell’architetto Mario Perossa, una delle figure più significative della cultura architettonica italiana presenti in Croazia e Slovenia. La cultura di frontiera ed il respiro europeo delle sue opere fanno parte dei principi che SM11 vuole evidenziare, proprio in un momento di profondo e stimolante cambiamento diffuso in tutte quelle regioni che si collocano ad est, e che fanno parte, o si stanno apprestando ad entrare, nel contesto europeo.
In occasione dell’inaugurazione, che avrà inizio alle 18.30, verrà presentato il volume edito dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione degli Italiani in seguito alla vincita dell’architetto Perossa del ‘Premio Promozione Istria Nobilissima’ del 2002.
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17 March, 2008
Mario Perossa nasce a Buie in Croazia e studia a Lubiana in Slovenia, dove a tutt’oggi è uno dei più validi e quotati docenti di Composizione e progettazione architettonica all’interno della Facoltà di Architettura. L’origine del suo percorso architettonico si inserisce all’interno della produzione architettonica slovena; infatti, proprio a Lubiana è allievo del professor Edo Mihevic e successivamente del professor Stanko Kristl che influenzeranno le sue prime realizzazioni.

Componente fondamentale ed inscindibile nelle sue progettazioni sarà il contesto naturale e paesistico della sua regione natale, l’Istria. Perossa realizza la maggior parte delle sue architetture nel contesto mediterraneo istriano, analizzando e riproponendo il linguaggio e la matericità tipiche delle costruzioni rurali dell’Istria: l’uso della pietra pittoresca, la struttura degli insediamenti e l’edificazione razionale dei manufatti sono i principi che egli traduce e ripropone in queste sue realizzazioni. Il professor Stanko Kristl dà una significativa enunciazione dei principi perseguiti dall’architetto all’interno del catalogo della mostra del 1989 alla Scuola di Architettura di Lubiana: “L’architetto Mario Perossa attinge dal passato in maniera costruttiva; passato che lo interessa ai fini del presente. Recupera la sua casa cittadina per farne un uso quotidiano. La immagina intrisa di storia, carica di ricordi, ma al contempo dimora del presente.â€

Perossa si confronta, però, anche con il linguaggio postmoderno nei progetti che realizza in contesti e di dimensioni diverse. Rimanendo sempre fedele alle stesse regole di base, egli sottolinea la ricerca all’interno della tradizione architettonica, della cultura abitativa contemporanea e delle tecniche costruttive caratteristiche dei luoghi. Tutto ciò gli permette di giungere ad un linguaggio architettonico peculiare, che coniuga la dignità architettonica locale con la soluzione dei problemi abitativi dell’uomo contemporaneo nell’ambito del “programma statale di edilizia socialeâ€.
Le sue opere più recenti testimoniano la maturità architettonica raggiunta ed imprimono una propria impronta nel dialogo con la tradizione architettonica moderna e con la creatività contemporanea.
Perossa rappresenta un architetto brillante e vivace capace di utilizzare un diverso registro compositivo a seconda dei diversi ambiti e ambienti progettuali.

La mostra vuole ripercorre tale percorso e produzione architettonica, ponendo l’accento su alcune opere maggiormente rappresentative, ma anche presentando alcuni lavori realizzati in collaborazione con gli studenti della Scuola di Architettura di Lubiana.
Born in Buie, Croatia, Mario Perossa undertook his studies in architecture at the University of Ljubljana, Slovenija, where he teaches now Architectonic Composition and Planning. Perossa’s roots are deeply linked with the Slovenian architectonic culture: starting as a pupil of Professor Edo Mihevic and Professor Stanko Kristl, his young works show the influence of his masters. The landscapes and natural elements of his homeland, Istria, are always inscribed in the outine of his plans, contaminating his works over the time. The Mediterranean context of the Istria peninsula is the perfect environment where he builds most of his architectures, using the typical style of the local rural building culture.
During his career Mario Perossa also experiments the postmodern architecture language, always keeping an eye at the three pivotal elements that characterize his production and professional research: architectonic tradition, contemporary housing culture and local building techniques. Thanks to this characteristic approach Perossa developed a peculiar architectonic language mixing local design and contemporary housing solutions. His mature works show the result of this personal style research: a mutual interference between modern architecture tradition and a contemporary creative approach. The exhibition on show until the 9th of March 2008 runs along Perossa working activity, focusing on some of his most representative projects and on a few plans designed with the students of Ljubljana University.
During the opening evening at the Tempietto Anglicano we will present the catalogue on Perossa Architectures, edited by Università Popolare di Trieste and Unione degli Istriani, on the occasion of the 2002 Istria Mobilissima Award, when Mario Perossa was awarded the first prize.
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13 February, 2008

L’Associazione Culturale SanMichele11 ha esposto presso la sua sede il modello ed i disegni per il recupero della stazione di servizio realizzata dalla raffineria “Aquila†negli anni ‘50 su progetto dell’architetto triestino Ernesto Nathan Rogers. L’iniziativa di restauro e ridestinazione del piccolo edificio situato alla fine delle rive è nata da un concorso indetto dal Comune di Trieste. Il raggruppamento formato dallo studio Semerani&Tamaro architetti associati, per la parte edilizia, e da Comunicarte e lo Studio Tommaseo, per l’impostazione della nuova destinazione turistico-culturale, ha ottenuto il riconoscimento da parte della commissione comunale quale migliore proposta sul riuso della piccola costruzione. L’esposizione dell’iniziativa, avvenuta (leggi il post) presso la sede della SanMichele11 nell’ottobre 2007, ha trovato ampio consenso con positivi riscontri nazionali ed internazionali.
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17 January, 2008

Venerdì 25 gennaio alle ore 18.30, presso lo spazio espositivo di SanMichele11, verrà inaugurata la mostra “A+U: architetture di Dimitri Waltritschâ€.
L’esposizione, che verrà introdotta dallo scrittore Veit Heinichen, documenterà una selezione dei lavori recenti di architettura e urbanistica dell’architetto con studio a Trieste dal 2001, e sarà visitabile fino al 14 marzo con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00
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16 January, 2008
L’associazione SM11 si propone come punto d’incontro e di confronto dei linguaggi e della cultura architettonica dell’intero territorio euroregionale, ancor più in occasione dell’ingresso ufficiale della Slovenia in Europa. L’inaugurazione dell’anno espositivo 2008, proprio con la mostra dell’architetto Dimitri Waltritsch, si colloca all’interno di queste riflessioni e ben rappresenta la matrice comune di questo territorio.

Waltritsch è autore di realizzazioni fortemente orientate a stabilire interferenze contemporanee dal carattere deciso con il tessuto della città storica. Una lunga formazione professionale all’estero (Amsterdam, Parigi, Tokyo) gli permette di affrontare con sicurezza e competenza temi molto diversi: da interventi di ristrutturazione interna a piani urbanistici complessi. Si tratta di architetture che trasmettono valori positivi e condivisi, in grado di essere percepiti in modo diffuso e capillare dagli abitanti e dagli utenti degli edifici. Gli interventi presentati nella mostra, che hanno recentemente incontrato un notevole interesse anche da parte della critica e della stampa specializzata (Abitare, Casabella, Costruire, Il Giornale dell’Architettura, Progetti&Concorsi de Il Sole 24ore, Showroom, Revija Hiše, d’Architettura, Architecture Page, e altre ancora) manifestano la loro identità contemporanea apportando nei relativi contesti quel valore aggiunto, che ci si aspetta da un intervento di architettura contemporanea.

Tra le opere esposte vanno ricordate il Palazzo del Cinema e il Centro Culturale KBcenter a Gorizia, un nuovo spazio d’interazione sociale e culturale della comunità slovena a Gorizia, nato su iniziativa della Società finanziaria - Financna delniška družba KB1909. Due complessi architettonici contemporanei di forte richiamo, rappresentanti spazi aggregativi legati al mondo della cultura rivolti a varie fasce di età , che simboleggiano una nuova qualità della convivenza in un ambiente sociale rispettoso delle diverse identità . Si tratta di interventi che sono stati compresi, accettati ed apprezzati nella loro integrità dai fruitori e dalla cittadinanza locale, obiettivo non sempre facile da raggiungere per i progettisti che si confrontano e che propongono interventi di architettura contemporanea nella nostra Regione.
La mostra ed il catalogo sono stati realizzati con il contributo della Società finanziaria – Financna delniška družba KB1909.

The cultural association SM11 in its purposes sets itself as a place where architecture’s languages and culture can meet and confront with each other, even more on the occasion of the official entrance of Slovenia in Europe. The choice of opening the year 2008 with the exhibition on the architect Dimitri Waltritsch must be seen in this light, as he well rapresents the common matrix of this territory.
Dimitri Waltritsch is an author who strongly tends toward the interference of contemporary lines with the historical structures of the old town. A long period of professional training abroad allows him to deal with different thematics with great competence. His architectures convey positive and widely shared values, that can be perceived both by the inhabitants and the users of the structures. The works chosen for the exhibition show their contemporary identity, giving to the relative contexts that additional value which identifies any plan of contemporary architecture.
Among the works on display there are the Cinema Palace and the Cultural Centre KBcenter, a new space for the social and cultural interaction of the slovenian community in Gorizia, a project promoted by the Financial Society – Financna delniška družba KB 1909. These two contemporary buildings, two areas of cultural aggregation for users of all ages, symbolize a new quality of social cohabitation within a space respectful of different identities.
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27 November, 2007
Venerdì 30 novembre si organizza una visita guidata di alcune architetture realizzate dallo studio GEZA degli architetti Stefano Gri e Piero Zucchi.
L’itinerario ed il programma delle visite sarà il seguente:
ore 10.30: ritrovo in Piazza primo Maggio a Udine
ore 10.45: visita della DC house di Udine
ore 11.30: visita della IFN housing di Feletto (Udine)
ore 14.30: visita della NM house di Tarcento
Si prega di inviare entro giovedì 29 novembre alle ore 17.00 un e-mail all’indirizzo dell’associazione SM11 (info@sanmichele11.org) all’attenzione dell’arch. Giulia Zolia, specificando il proprio nominativo e recapito telefonico.
(Trattandosi di una visita ad abitazioni private, la disponibilità dei posti sarà purtroppo limitata: l’ingresso è garantito alle prime 15 persone che daranno la loro adesione)
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16 November, 2007

Lo spazio espositivo Sanmichele11 inaugura il 23 novembre ‘Case-Studio. Progetti, concorsi, realizzazioni dal 2000 al 2007′ una nuova mostra dedicata al lavoro dello studio GEZA di Udine degli architetti Stefano Gri e Piero Zucchi.
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15 November, 2007

La mostra ‘Case-Studio’ sarà integralmente dedicata al tema delle case privata e vuole avere un tono molto sperimentale utilizzando la specificità di Sanmichele11 che non è “solo†uno spazio espositivo ma è anche uno studio di architettura e all’interno di ogni studio di architettura i differenti lavori si “sovrappongonoâ€, si intersecano e si contaminano.
L’allestimento, curato direttamente da GEZA, è pensato come un luogo di lavoro in progress in cui i fili progettuali, i modelli, i disegni, le fotografie e alcuni testi critici curati da Giovanni Damiani, si rincorrono e si aggrovigliano tra di loro nei tre ambiti in cui è divisa la mostra, ovvero le opere realizzate, i concorsi e alcune opere ancora in corso di costruzione.
Le case private in mostra costituiscono una sequenza di ragionamenti il cui esito è evidentemente correlato, ma allo stesso tempo tutti i progetti sono dei momenti specifici per puntualizzare e definire i propri temi di ricerca all’interno della professione.

Il titolo Case-studio si presta a diverse letture:
- nel senso di studi sulla casa, ovvero nella volontà di riportare nella discussione architettonica il tema della casa oggi spesso uscito dalle agende della ricerca nel nostro paese e, secondo gli autori, invece ancora molto ricco di spunti possibili. Per questo, tra le diverse opere che GEZA ha realizzato in questi anni, in mostra si vedranno solo case, singole e private.
- pensando allo studio come casa dell’architetto, giocando con la modalità espositiva di Sanmichele11 che GEZA interpreta come un luogo di lavoro e ricerca in cui traslocare, per il tempo della mostra, una parte dello studio e utilizzando lo spazio come transfer per rileggere i propri lavori.
- un dichiarato riferimento all’esperienza dei programmi Case-Study Houses realizzati negli Stati Uniti tra gli anni Cinquanta e Sessanta che ha generato esiti straordinari molto poco studiati in Italia e a cui GEZA ha sempre attinto come riferimento per i propri lavori e le personali ricerche.
The exhibition “Case Study/io†is entirely devoted to the theme of private homes and is designed in a sperimental way using the space of SM11, seen not only as exhibition centre but also as a studio of architecture where usually the different plans overlap, contaminate and intersect with each other.
Infact the exhibition design, made by the GEZA studio itself, is conceived as a work in progress, a space where all the design sketches, plannings, drawings, pictures, models and some critical writings by Giovanni Damiani mix with each other, running along the three different themes in which the exhibition is divided: realized plans, competitions, and some works still under costruction.
The plans for private homes on display are ment to be read as a sequence of reasonings in mutual-relation, pointing to a common result. At the same time each work is a specific step towards the definition of personal themes within the professional research.
The exhibition’s title “Case Study/io†may easely be read in three different ways:
- as a study of the house: a will to revive the topic of private homes lately set aside from the architectural debate in our country. A subject still reach of possible interpretations according to the GEZA exhibitors. That is the main reason why the authors decided to devote this exhibition entirely to home plans.
- seeing the Studio as the architect’s home and playing with the peculiarity of SM11: an architecture studio itself, as well as an exhibition and research centre where GEZA moved its works and, while putting them on display, underlines a new thematic connection between the different plans, finding new points of view, new interpretetions.
- as an esplicit reference to the Case-Study Houses programmes made in the U.S.A. during the 50’s and 60’s, from which GEZA always drew its inspiration for its own works and personal research, in spite of the lack of a deep study on the sobject in Italy.
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16 October, 2007

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